smashism+feticism=punk
< 26/03/2006 @ 23:00
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Ascolto solo la voce di Mike Ness da oramai una settimana. Ci sono stati momenti di panico di antica memoria in cui ho per forza di cose dovuto optare per un buon vecchio Tragedy, ma per il resto preosegue la mia crociata contro ogni tipo di intellettualismo radicalchiccacagazzo in campo musical/sentimental/emozionale. L’altro giorno sul mio tacquino ho scritto: spontaneità è DIVERSO da superficialità, anzi, spesso, le due cose sono opposte. La malinconia come stato di quiete: serenità che si fa sussurro di ansie, paure, ricordi e frastuono, il tutto condito con la solita dose massiccia di cinismo e drasticità che mi caratterizza. Come mi fa notare a volte Spadino rimango una inguaribile paracula, estremista e scorpione in ogni mia azione. Ma il mio spirito battagliero fatto di grida ed estorsioni si sta assumendo i contorni netti, decisi ma non ostentati della calma, del rispetto (per me, e per chi altri?!), della razionalità che, mista ad ilarità ed euforia, si mimetizza facilmente in qualche cosa che si avvicina di molto ad una situazione di p-a-c-e.
La malinconia a stento lascia spazio ad una serenità vissuta pienamente totalmente ai limiti dell’orgasmo: rimane il sottofondo che da basse frequenze non cessa mai di essere la colonna sonora di ogni mio gesto, di ogni mia frase, fosse anch’essa quanto di paradossalmente più lontano dalla tristezza e dalle atrocità.

Vorrei potere dire che sono sicura che tutto ciò NON sia finzione. Che so che questo periodo di quieto benessere e sereno malessere sia un qualcosa che riesce tutto sommato ad equilibrarmi e bastarmi così comè. Che in realtà non è il solito “ok non mi fermo a pensare così evito il suicido e gli altri pensano che io stia bene e quindi ci arrivo a credere pure io e prendo due piccioni con una fava”. Vorrei potere essere sicura, al centopercento, che la solitudine fisica e sentimentale in cui mi sto pianopiano rinchiudendo non mi precluderà certe occasioni di inter-azione, non mi taglierà fuori dal mondo fuoridalmiomondo che tutto sommato è sempre bene considerare, valutare, confrontarcisi. Vorrei potere scommettere su me stessa e su questo nuovo tentativo di approciarsi al mondo senza troppe sovrastrutture, cercando di cogliere quello che viene così come viene senza interrogarcisi troppo, e troppo malamente….Vorrei vorrei vorrei….

Che domande. È ovvio che mi sento sola. Abituata ad averti con una certa frequenza e, non per ultimo, scoparti con una certa intenzione/intensione, adesso è almeno tre settimane che non mi si penetra. Sìsì, in entrambi i sensi, sentimentali/fisici (anali!).
Mi manchi, certo. Certo che mi manchi. Mi manca te dentro di me, mi manca il tuo collo e la tua testa e il random inspiegabile del tuo lettore mp3. Mi manca tutto quello che di te non ho mai potuto avere xchè, a conti fatti, mi chiedo se, se davvero avessi voluto spingere un poco di più, arrischiarmi, arrischiarti, esagerare ed esagerarti/mi..mi chiedo se avremmo potuto mai condividere qualcosa che andasse oltre a quanto già avevamo, se quel qualcosa poteva anche solo esistere xchè in fondo, avremmo mai potuto davvero sputarci addosso più di quello che ci siamo somministrati a vicenda in questi lunghi mesi di carezze e cosenondette? D’altronde, toccato un limite, provata la vertigine, o ci si perde nella ripetizione (che si fa poi meccanica, insipida ed insulsa come l’ultimo disco dei Converge) oppure si può solo fare un passo indietro, riassumere le fattezze della razionalità e della normalità e voltare le spalle a quegli attimi di furore insipiegabile, magico, telepatico e per questo telepatetico.

Ma insomma, inutile che mi sc-ervelli su tali disquisizioni, che oramai sono decisamente acqua passata. Sono in una nuova ottica, e mi ci trovo bene, sì. piano, piano, voglio darmi tempo per non reciderti, inavvertitamente, come “ramo secco”, e cercare di inglobarti a pieno titolo in quella categoria di persone che, solo, mi fanno stare bene. Si è in pochi in quella categoria, forse forse il prossimo posto sarà proprio il tuo!

La mia vita “con o senza di te nella qualità/quantità di prima” procede spedita. Molto più spedita di quanto sia io che te potremmo immaginare. Non cè tempo, e non posso mai raccontartelo, ma la mia vita sta correndo, o io corro verso di lei, o lei contro di me, o io dietro di lei…ma corre, corre. E tra poco correrà fino a Chicago, pensa.

Lavorare da Corrado è bello. Io sculetto. E ballo. Ho comprato un paio di mutande di Emily rosa leopardate, in negozio. Tra un cliente e l’altro pio Flipper che è adorabile nel fare le sue cose. Sto anche cercando di convertirmi alle tisane e ai thè. Alle sue tisane e ai suoi thè. Flipper fa poche cose in negozio, apparte ovviamente lavorare: si fa i thè e le tisane (fa bollire lì’acqua nel bollitore, sceglie la tisana giusta, va in farmacia a ricomprarla, sciacqua la sua tazza, e anche la mia a volte, la riempie, consuma la sua bevanda…sono operazioni che durano circa 20/25 minuti…), gioca ad un paio di giochi online da ultra-nerds, legge la guida di Marsiglia xchè il mese prossimo andrà lì in vacanza. Anche se la strada è dura, pianopiano il mio corpo si abitua a quei sapori freakkettoni che tanto sono vuoti, leggeri, inutili e futili. Sto anche facendomi una cultura sul raegge. Voglio dire!
Mi piace salutare i baby-punks che entrano e mi chiedono di prendergli il cd dei Declino con lo sguardo un po’ saccente di coleicheèvistaocmeunafigaxchèlavorainqueltalenegoziodidischi, oppure guardare dal basso e con un tocco di riverenza i veterani cinquantenni tutti ex”qualcosa” (gioanlisti, fanzinari, del virus, di tale band…) che vengono in cassa a pagare la vagonata consueta di cd/lp che anche questa settimana si porteranno a casa. La clientela è varia, e l’avere Feronia davanti è decisamente un input allo sfottò violento e devastante per tutta quella razza di abbietti e loschi individui anche noti col nome di “dark”. Una cosa che non vorrei mai in vita mia è avere una figlia “dark” – ebete o metallara. Sarebbe davvero na tragedia.

L’altro giorno ho incontrato Sanguineti. era con Tiziano Scarpa.Edoardo Sanguineti è una persona deliziosa. Già lo amavo per quello che scrisse e fece e insegnò e neoavanguardistò. Ma ora lo stimo enormemente per il suo modo colto ma mai saccente di parlare, di ridere di sé e del resto, con quel nichilismo di fondo che si fa grinta, entusiasmo, cinica allegria, in un uomo che a circa ottantanni mantiene quello spirito un po’ anarchico un po’ marxista che ebbe sin dagli esordi.

Sono successe altre cose.

L’altra sera sono stata al Den. Sono sicura che prima o poi io e Diste vinceremo una partita a caciobalilla, dobbiamo solo allenarci. Dario e Azzurra sono molto bravi al calciobalilla, si vede che sono una coppia rodata su ogni fronte (sentimentale/atleticoginnico)…ma con un po’ di pratica sono sicura che riusciremmo a batterli senza troppi giri di parole.

La notte bianca a milano è bella. Anche se è fatta dal Comune e quindi i punks in effetti dovrebbero boicottarla…essa è bella. Se si sta ai bordi della grande festa si avverte la gioia di essere ai margini dell’euforia, con un gelato in mano, in un vicolo che pur dando sul Duomo, sul marasma, sugli zarri e sugli ubriachi, sulle coppie e sui litigi..pur dando sul delirio di scarpe bottiglie ceffi e facce, si mantiene in realtà in ombra, trascurato e non visto dalla folla fastidiosaipocritaodiosa. Si sta lì, in un vicolo che percorso fino in fondo sfocerebbe i piazza Duomo, con una persona a cui vuoi bene ed a cui stringi il braccio, guardando in alto la notte scura, in basso le bottiglie abbandonate e gli oggetti smarriti, respirando un’aria di festa che ricorda un villaggio al mare, una sagra di paese….e milano non fa così poi schifo. Si trasforma in un contenitore di umanità varia e sì, stressata, chiusa, fredda, cattiva…ma pur sempre simile a me su tanti fronti. Una umanità, i milanesi, tutta da capire/odiare/amare, così come la città, con tutti i suoi limiti, le sue tristezze e i suoi squallori.

Il mio guru ha cmpiuto gli anni l’altro giorno. Cifra tonda, questa volta. Un tre e uno zero. Quando io farò quella cifra tonda, se io e lui non saremo emigrati [eremita anarcoindividualista io, chomskiano irreducibile lui] di sicuro saremo ancora insieme, uno con/dentro l’altro, a scoprirci e calciarci a vicenda. Che buffa certezza, questa, che buffa indispensabile saldissima terribilmente doclemente sconvolgente certezza.

Ma voi, come la vedete xClarax in versione animatrice turistica?

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