| < | 27/08/2006 @ 12:45 economy card |
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:::You keep pushin' me away in spite of what you say I found out yesterday that I've been wastin' all my time tryin' to make you smile tryin' to make this seem worth while you've been pushin' me around in spite of what I do tryin' to make things good for you take your economy car and your suitcase take you psycho little dogs take it all away you've been racin' through my mind you're pickin' up in speed you're drivin' recklessly it’s like a car crash happenin' on my street broken bodies at my feet and sirens on the way they're too late cuz nobody’s going to save us we're rubber neckers dream we're burning gasoline go
take your economy car and your suitcase take you psycho little dogs take it all away go go ahead and destroy this better come with an army are you feelin' feelin' ok baby take your economy car and your suitcase take you psycho little dogs take it all away:::
mia madre stamattina ha fatto il pomodoro fresco. Il profumo si sente fino in camera mia ed io mi sono svegliata con quello, il che renderà la mia giornata più piacevole delle altre. Si spera, quantomeno.
Ieri sera sono stata al leoncavallo. Il concerto era in foresta..non ricordo l’ultimo concerto che vidi lì ma mi ricordo bene del concerto di Walls Of Jericho e La Crisi, che vidi lì. Inaspettatamente c’era tantissima gente. A me piacciono molto Alberto e Federica, che vengono da Genova. Dovrei davvero andarli a trovare un weekend, magari ora che cè il sole e il mare, anche se ci sono le alghe killer..dovrei, sì. C’era anche Giulio di Genova, ma non l’ho visto…È davvero tantissimo che non vedo Giulio. non che me ne rammarichi per carità, era un individuo alquanto arrogante ed indisponente, non aveva nulla a che fare con il mio modo di vedere la vita né tantomeno di vedere/vivere la musica e la figa. Quindi tantomeglio, insomma, ma la curiosità è l’ultima a morire, è vero. La Chiara era ubriaca, io odio la Chiara ubriaca così come odio la gran parte delle prsone ubriache al mio cospetto, e l’ho evitata tutta la sera. Diventa piuttosto molesta.
Mentre guardavo le band pensavo al fatto che oltre alla solita sensazione di estraneità totale con tutto quello che mi circondava, ai concerti, escluse le public relation, gli sguardi di soppiatto, spiare vecchi rancori ed aizzarne di nuovi, cè sempre la musica ed è questo quello che conta. Per quanto potrò sentirrmi fuoriluogo o di merda ad un evento del genere, ci sarà sempre la musica preziosissima alleata dei momenti più inquietanti delle nostre esistenze. Gli Endless Inertia non sono male, musicalmente. Potrei dire che sono un po’ troppo molto simili ai La Quiete, ma molto probabilmente direi una ovvietà. E poi tuttosommato è un vanto essere simili ai La Quiete, è un po’ meno un vanto non dimostrare una capacità compositiva propria e originale, ma si sa che eslcusi due o tre must di tutto il rispetto il panorama musicale procede per copie-di, così come l’arte, così come la letteratura, ed allora l’importante è copiare con stile..d’altronde sono una classicista chevvelodicoaffare. Una pecca grave degli Endless Inertia è che sono troppo intellettuali xchè io riesca ad apprezzare i loro discorsi inter canzonem senza che mi venga da ridere..si prendono troppo sul serio, dedicano pezzi ad Alan Poe e Heidegger, straparlano della Piazza Rossa, del Libano, senza cognizione di causa, sparando un po’ nel mucchio dei presenti al fine di suscitare qualche reazione intellettuale, suppongo. E poi odio quando il gruppo parla tra una canzone e l’altra anticipando il proprio sproloquiare con un paraculatissimo “chissà xchè ho la sensazione che non mi ascolti nessuno”, un modo come un altro per pararsi il culo dalla piena consapevolezza che quanto si sta dicendo non è in effetti di alcuno interesse né impatto per la comunitàdegli astanti. E cmq se non si prendono sul serio hanno quel fare da gag che rimane elitario, proprio di una casta che inizio ad aborrire, quella folta schiera di nuove leve cresciute a pane e screamo ma senza, a mio giudizio, avere le basi necessarie ad apprezzarne l’impatto vero e proprio senza che risulti pateticamente uno show da cartolina, dei pianti un po’ fini a sé stessi, delle urla più declamate che vissute, un entusiasmo più ostentato che interiorizzato e via andare…Queste insomma, le mie impressioni.
Gli Haram invece me li sono goduti di tutto cuore. Doner è un bravo guaglione e mi faceva notare ogni volta dei dettagli diverenti in mezzo alla folla e faceva le mosse da fattone reggae style insieme all’altro scoppiato di Vekki e quindi ridevo di gusto. La gamba non mi faceva troppo male e quindi sgambettavo anche abbastanza serenamente. Tutta la serata si è poi giocata su uno scambio di sguardi tra l’imbarazzo e il divertito tra me e il roadie degli Haram, tale Felix che è in assoluto il ragazzo più bello che io abbia mai visto, a parimerito con Austin degli Yaphet Kotto / A Light In The Attic che conservo sempre nel cuore. Hanno entrambi un nome di merda, peraltro. Diciamo che questo Felix sarebbe stato perfetto se solo avesse avuto le braccia competamente tatuate, cosa che invece nn aveva. Era alto e magrolino, un po’ eunuco come piacciono a me, con la magliettina nera dei Transistor Transistor e dei pantaloni eleganti da sera un po’ alla Pierrot, forse aveva anche delle bretelle ma nn vorrei avergliele messe io nel mio immaginario. Riusciva ad avere stile senz aparere il solito indieorcker frustrato passato momentaneamente in prestito alla comunità screamo/diy ammerigana annoiata e di orchidiana memoria. Aveva i capelli rossi, a spazzola, e la barba, e il colorito pallidino e gli occhiali grossi neri da nerd. Lo sguardo era vispetto. In realtà pensavo di conoscerlo in un primo momento, un amico di Joanna a New York era a lui molto somigliante ma per evitare gaffe di portata stratosferica ho evitato il broccolaggio con un “hey ma io e te ci conosciamo?” a cui sarebbe potuta seguir euna mortificante e sonora risata. Non ero psicologicamente pronta a dun simile show, quindi m sono limitata a lumarlo tutta la sera fantasticando su un nostro molto improbabile romanticissimo incontro per le scale che portano giù in Dauntaun.
Alla fine della serata è arrivato Necro, ci siamo baciati un pochettino mentre lui rollava una canna e poi sono andata a casa.
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