smashism+feticism=punk
< 31/08/2006 @ 01:02
la scena
>

c: ma soprattutto mi interessa sapere quello che pensano quelli che stanno dalla parte in cui sto io / cc: che parte? / c: la parte in cui ci siamo conosciuti..non al caffé piola, per intenderci / cc:
e che parte è? è un contenitore come un altro, cn gente bella e brutta. come il caffè piola.

una conversazione in messenger mi ricorda del mio atteggiamenti di più totale negatività nei confronti delle relazioni interpersonali.
Che cosè questa cosa che chiamiamo punk/hc se non l’ennesimo ricettario di casi umani, uno più squallido dell’altro, che si aggrappano con i denti ad una supposta famigerata ostentata controcultura, nient’altro che il risvolto in negativo ma pure sempre identico e nauseante, del grande magico mondo di fuori di cui si sforziamo essere antagonisti e ribelli? Cosè questa cosa che chiammiamo “scena” se non una vetrina, l’ennesimo show-business, un tristerrimo salone della tristezza, aggrovigliamenti, come d’altrond etutti i musei di cose antiche e di opere d’arte d’avanguardia, da illusi elitari del cazzo, così come siamo tutti agghindati nelle proprie convinzioni, con lo sguardo superbo di chi si sente isolato quindi speciale quindi nel giusto quindi superiore? Cosè il Plastic se non la degenerazione dello sfarzo della sola apparenza, mentre probabilment euno dei testi che si è soliti sculettare recita della sincerità dell’essere e della libertà del diventare?

Una massa di aitanti giovani lobotomizzati ma pure sempre (auto)coscienti che si spalleggia a vicenda, si canta assieme, si organizzano tour e ci si scambiano indirizzi e mixtape, ma dopo, dopo, dopo, in fondo cosa rimane? La stessa desolazione, lo stesso stordimento, la stessa angoscia di vivere di una serata in discoteca, di una giornata passata a lavoro, di una madre preoccupata per l’andamento scolastico dei figli.

Ai concerti ci si vede, ci si saluta, ed io penso ma a me cosa cazzo me ne fotte delle tue vacanze? Cosa cazzo me ne fotte del tuo pulcioso microgruppo di merda? Cosa cazzo me ne fotte della tua inutile e imbarazzante etichetta? e magari per carità mi complimento per i risultati raggiunti cn la band, pe ril nuovo tatuaggio, e sono sincera, perché non è detto che fingere entusiasmo che in realtà non si ha voglia dire mentire….
Si è lì tutti insieme e ci si danno pacche sulle spalle e mazzolate sui denti, ci si guarda in cagnesco e si fanno le fusa come gatti in calora, alla ricerca di quel subitaneo contatto umano che ci sia di alibi morali: noi siamo più fighi noi stiamo facendo la coa giusta noi non siamo come loro. e mentre loro vivono la loro micragnosa esistenza all’oscuro delle proprie atrocità, quelli di noi che non sono da questa parte per caso, ma per convinzione e testaccia dura, si guardano intorno ed altro non possono fare che realizzare che sì, magari siamo nel giusto, xchè al contrario di loro noi lo sappiamo, che non è così che dovrebbe andare e ci proviamo, con i mezzi sbagliati e le scuse più becere, ma ci proviamo, lo dobbiamo a noi stessi alla nostra dignità di bipedi pensanti e ansanti, a vivere una esistenza meno soggetta alla nostra incline natura di vuoti contenitori ambulanti di merda e ipocrisia.

E lungi da me svuotare di significato la valenza simbolica, poltica, sociale, etica che ha intero un gruppo di persone che co-opera, tutti insieme, per raggiungere questo difficilissimo quanto irraggiungibile traguardo, ben più che un singolo individuo che per quanto combattente se ne stia chiuso autisticamente in cameretta dedito alla misantropia da supermarket, chiuso nella propria agonizzante autocoscienza di reietto umano.
Ma, dall’altro canto, lungi da me enfatizzare ed esaltare troppo la seria capacità di due individui e/o più individui a cooperare per rendere il mondo in cui viviano un habit meno abbietto: non appena si collabora scattano quelle dinamiche terrificanti dell’agire umano per cui si rientra in quel roboante sistema delle relazioni sociali, e della società poi più capillarmente intesa, dove le regole del tremendo vivere sono guali ovunque, nel punk/hc, nei giardinetti sotto casa, alle elementari, alle medie e all’università.: sopraffazione, divismo, trofei da mostrare al mondo, scopate fatte di nulla, baci e sorrisi rubati tra una coltellata e l’altra, l’ipocrisia che cè nell’aria e che emana una gran puzza (op.cit.)..

E quindi i punti di contatto: ci si vede, ci si saluta, ci si strizza l’occhio. E poi basta ci si perde, si vive lontani.
Magari si è anche scopato, ti ricordi?
Ma sì, me lo hai sbattuto in culo..
Ah non ti ricordi?
È vero..l’ebbrezza del momento, la magia dell’attimo..era solo un punto di contatto.

Si è guidato insieme in autostrada per andare a vedere i This Bike Is a Pipe Bomb ascoltando i Descendents..eppure giunta a casa ricordo solo la cassettina che girava e faceva i versi strani, non ricordo il tuo sorriso non ricordo il tuo sguardo. Non so nemmeno come ti chiami.

Ho comprato il disco del tuo gruppo e ti ho scritto per dirti che la traccia 4 mi ha fatto venire i brividi, tu ti sei commosso e mi hai stretto la mano ed è stato splendido e poi..e poi il cd si è perso sotto la pila di nuovi cd ed io ho scordato come faceva il ritornello e ora quando lo ascolto mi ricordo solo che avevi una maglietta orrenda quel giorno che ci siamo stretti la mano.

Xchè i punti di contatto sono belli, romantici, emozionanti. Strappano le lacrime: un singalong, Porcell che canta Nailed TO The X, stagediving e fingerpointing, quando abbiamo fatto campeggio tutti insieme per vedere i Raein in Francia o i Get Up Kids in Germania, quando si è dormito in macchina per non rimaner da soli e si è aspettato il tramonto insieme con la schiena appoggiata sul furgone mentre dentro tutti dormivano….quando ti ho rubato il disco dalla collezione per non ridartelo mai più, quando si è fatto il contest dei punti-scena, quando mi hai detto che non volevi più vedermi xchè sono una stronza, quando sono caduta dallo skate e mi sono rotta la spalla.

ma tolti gli attimi che romanticamente definiamo “punti di contatto” io mi ritrvo immersa, negli squot, in uno studio di tatuaggi, nel retro di una macchina scassata mentre come sottofondo ai nostri amplessi i Dead Kennedys intonano le loro hits…sottosotto, anche se amalgamata in una folla che ascolta quello che ascolto ioe sta ballando quello che ballo io, mi guardo intorno e sono sola, terribilmente sola, e sto male e me ne vorrei andare mandare tutti affanculo, xchè non cè nulla di più triste che sentirsi soli nel bel mezzo di una folla che urla suda poga ed ostante la propria gaiezza.

E mi ritrovo una serie di contatti in msn di cui la metà mi chiede foto porno [no, non le mando le mie foto porno ammeno che non ci sia la concreta possibilità in un futuro di conoscersi biblicamente e/o tu non risponda alle mie foto con altrettanti piccantissime tue pose succinte..] mentre l’altra metà pensa di conoscermi solo xchè mi si è strusciata avidamente addosso, col fiatone inzuppato di noia e viscidume, durante un concerto, e che si è sentito in diritto di chiamarmi “amica” solo xchè si ascoltano gli stessi dischi e si presenzia agli stessi eventi.

Ma per fortuna, sotto cè la musica.
Xchè tolto tutto lo squallore, cè sempre la music.a
E la rabbia che sé incesa sul vinile non può essere finta, xchè il vinile si tocca, si ascolta, magari tra qualche hanno lo si vende..ma lo si è gustato fino al centrino del mezzo.

Per fortuna, tolto tutto, tolto tutto, ci sono io, che mi faccio schifo, ma sono pur sempre io intera e integra, ancora qui a scrivere queste stronzate alle 2 di mattina, ancora, domani, a lavorare in un negozio di dischi tentando di convincere lo sbarbo a non comprarsi i My Chemical Romance ma ad optare pe ril picture disc degli Swing Kids, ancora qui a cercare di organizzare una data ai Defiance Ohio, ancora qui a sperare che qualcuno legga, si senta in colpa, mi mandi un messaggio dicendo “ehy io non sono solo un punto di contatto”, ancora qui ad abbassare il volume che a quest’ora di sotto il bambino dorme, ancora qui a contare i gironi che mi separano dai 108 a Padova…
Ancora qui, nonostante le brutte verità che mi porto dentro e la totale sfiducia nei rapporti umani.

E non ho nemmeno ancora mai detto DIOCANE che, si sa, è un toccasana e fa sempre bene.

D’altronde..
if we can rock together why cant we walk together?

………….per sempre vostra, cinica romantica hardcore girl ’86

< >