smashism+feticism=punk
< 14/12/2006 @ 23:37
mark lanegan
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ho un sacco di cose da dire, ma sono scabrose, e forse non è il caso che tutti le leggano. e poi sento il peso di tutti questi occhi che cercano risposte e domande tra queste righe, sento che anche chi si fregia e vanta e fa scudo del fatto di avere troncato i rapporti cn la sottoscritta, tagliata via come un ramo secco, continua però a scrutare questo mio angolo di mondo, e sono questi i casi in cui questa sovraesposizione mediatica mi va stretta. vorrei parlare di cose.."ma". ma cè chi legge trae conclusioni addita sovrastima sovrapondera e caga il cazzo.

sono isolata sì. non vedo molte persone. e quelle che vedo mi sanno di marcio, chiuso, provinciale, ottuso. mi infastidiscono. però in generale sto bene. la mia mente non è qui, non è ora, non è quando, non è come e non è dove. è dispersa tra mille interferenze e la presa di coscienza che una divergenza di idee così abissale con le persone che mi hanno cresciuta non potrà fare altro che portare al crash più grosso e generoso, quello in cui abbandono il luogo natio, sfuggendo al nido ed ai ricatti morali ed al cappuccino caldo alla sera ed agli abbracci ed alle urla ed agli esilaranti teatrni dell'assurdo, per immergermi a pieno nella mia altalenante cronica urgenza di v-i-v-e-r-e.

nonostante ciò, o incurante di ciò, la mia genitrice continua a chiedermi, quando vede il mio volto tumefatto da bubboni di fattezze atipiche e dimensioni degne di nota "che cosa hai fatto in faccia?", ed io continuo imperturbabile a rispondere laconica "niente". in realtà all'attivo tre enormi brufoli campeggiano arditi sul mio volto stanco, ed io ne faccio vessillo della mia incapacità di stare al mondo, per la perizia con cui vengono puntualmente fatti oggetto di ingiurie e fisiche lacerazioni dalla sottoscritta, questo mondo di merda in cui i mediocri invece sguazzano mollemente.

domani sera suonano i Sud Sound System, ed io farò di tutto per andarci. certo che mi vieni in mente tu, che cosa centra. ma in questo momento sei l'ultimo dei miei pensieri, la nostalgia ha lasciato il posto all'indifferenza che a dire il vero in questo preciso momento ha lasciato il posto a dun briciolo di rancore, che subito spazzo via ascoltando a tutto volume i Coldplay. sì, i Coldplay.

hanno fatto una stupenda cover di Jylie Minogue, "I cant let get you out of my head", lo sapevate?

invece l'altra sera ero dispersa solitaria in un ammasso di lettori di Blow-Up e insulsi esseri di normalissima fattura, avvolti in orrendi abiti da radical-chic per bene della milano indie, per non dire più crudementi "sfigati" con al seguito "fighe di legno" insomma...beh ero dispersa tra la folla quando dal palco giunge "my girl", che segnò tanti pianti della mia infanzia musicale quando l'unplugged @ MTV dei Nirvana svolgeva la funzione di accompagnamento sonoro dei più tristi sorrisi che ero in grado di camuffare alla mia famiglia anelante...sento Mark Lanegan che con la sua voce calda, ferma, profonda come il suono di un oboe, intona i versi di una canzone che è una poesia ed inno alla malinconia nel senso più puro e devastante del termine, ed il cuore mi si fa in pezzetti. ammutolisco, poi urlo il testo, poi ammutolisco dinuovo. i miei amanti si affacciano uno per uno, in fila, col numerino del ricordo più struggente in mano, attendono il loro turno, ed io assisto a tutti, coscientemente, ripercorrendo i traumi e le illazioni, fino all'ultimo ricordo (una lingua a metà, poco sangue perchè non bevo abbastanza, un abbraccio che mi soffoca, un taxi che mi aspetta, un triangle e dun prince albert che si incastrano, un faccione enorme steso sul cuscino), fino all'immagine nitida di te dietro di me che mi afferri forte, mi prendi in braccio, mi fa una delle tue mosse di jujitzo, mi fai roteare nello spazio che ci circonda come se fossi leggere quanto una piuma, trasparente quando un cencio..poi mi guardi fisso e mi dici "hey, do u trust me?" ed io dico "do it" e mi molli, così, nel vuoto, io chiudo gli occhi soffoco in quel secondo di paura, prima che tu mi riafferri, con forza, mi stringi da farmi male..l'istante prima che il mio cervello si disintegri sul pavimento.

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