smashism+feticism=punk
< 01/02/2007 @ 02:31
autovelox
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Allora facciamo che scelgo la filosofia e la poesia per non cadere in banalità degne della peggiore apatia al mondo. cosa dovrei fare? tediarvi con la descrizione delle mie umili giornate? sono sempre le stesse: aghi nella pelle alla mattina, guida con l'istruttore cercando ogni volta di inventarmi un nuovo vizietto da inserire nella lista delle "cose-da-non-fare-altrimenti-l'-esaminatore-ti-boccia” tipo staccare la mano dal volante per fare la figa o non mettere la freccia ll'ingresso di una rotonda, e poi tornare a casa dove dilettarsi nella solita masturbazione reiterata prima di pranzo e prima del ritorno della genitrice, e poi studio, nutrirsi, espletare elementari funzioni fisiologiche (dicesi “cagare” per i poveri di spirito), prepararsi per andare a teatro, ritorno a casa, connessione a internet (con ricerca di affetto ann-essa e conn-essa, e con-essa se ci scappa anche qualche dirty talk come ai vecchi tempi, e xchè no, dilettarsi nello scambio di materiale amatoriale pseudopornografico con nuovi coinquilini del club dei filopornisti do it yourself), con conseguente eventuale sperata possibile altra masturbazione, e poi tentare di appisolarsi il più in fretta possibile. giornate piene, tutto sommato.vissute in divertita solitudine.

nelle pause tra un'azione e l'altra, dormire. dormo molto. mi basta poco per dormire. chiudere gli occhi, un cuscino morbido, se alto è meglio, e un pleid. e dormo. chiudo gli occhi, e muoio per quell'oretta buona perchè mi passino i periodi morti e angoscianti che scorrono tra un'occupazione e un'altra.

suvvia, non posso dire certo di stare male. e la depressione si sa è solo, come la malinconia, una forma mentis, ed abbiamo appurato che è la mia. Dunque inutile crogiolarsi, impossibile da descriversi. Relazioni intrapersonali ridotte al minimo indispensabile, il che significa molto per una persona come la sottoscritta che credere fermamente che nessuna compania sia indispensabile apparte quella del proprio sé. E quindi pochi ma boni, come si suol dire. Però quei pochi ci sono, e li tengo stretti quello sì. Mi ci aggrappo coi denti, ne rimpiango la lontananza e spesso ne rifiuto l’appoggio, in un’altalena che fa la spola tra il misantropismo più sterile e controproducente, e l’ingenuo romanticismo che tuttosommato è la vera radice del mio essere sprezzante.

trascorro riposata e serena quste giornate in cui sono sospesa, inerte, impossibilitata a muovermi perché troppe incognite ancora bloccano la mia capacità di giudizio, si mischiano alla vita reale infinite possibilità di fuga scampo scappatoie e rigidi dettami (a)morali impongono un certo rigore nelle scelte e una certa quale lungimiranza nel valutare (qualità che si sa, entrambe, non mi si confanno).insomma, traduciamolo in termini spicci per chi di voi mal si muov ein codesti virtuosismi verbali: non so ancora che cazzo ne sarà della mia vita da qui a due mesi, ed ogni possibilità di fare dei piani s ene va a puttane sotto l’egidia dell’indefinitezza.

Fuori fa caldo. Non sembra nemmeno inverno. Non vedo l’ora di mettere le mie vans e la minigonna a quadri con la toppa dei Locust che mi fa un culo da guinness (il libro dei primati, non la birra).

rimangono solo i progetti, rimane solo la teoria, rimangono solo gli spunti. e ne ho fin troppi. l'altro giorno ho atteso per quaranti minuti fuori dallo studio, con l'intenzione di entrare e propormi come apprendista piercer. Eppure mi sento così stupida e inetta. io mi riderei in faccia, sinceramente, se mi vedessi entrare con siffatto piglio e siffatta arroganza, a pretendere che mi venga concessa la possibilità di praticare simili turpinose azioni come bucare la gente infilargli delle cose sottopelle o appenderle a dei ganci da macellai in serate pseudodark da estremisti falliti. eppure, eppure. Eppure. Finchè non provo non saprò, e sono sempre stati i NO a farmi alzare dirimpetta le atrocità e vantare la mia attitude anticonformista e testarda, che mai ha perso una sola battaglia da che ho iniziato dolorosamente a conoscere me stessa. E qui ci mettiamo anche una amrcia trionfale come sottofondo e sticazzi.

mi manca l’amore, certo. I messaggini, limonare sotto casa, non indossare le mutandine, le mollette le corde il latex e quelle cose lì. e diciamocelo, mi manca il sesso. Il faidate è bello, ma come si suol dire “l’onanismo è bello finchè dura poco”, o qlc del genere.

ma ho la testa impegnata, e il corpo segue, assumendo sempre più la fisionomia di una botola, viste le recenti acquisizioni in ambito carboidrati zuccheri grassi di cui saturi.in più ho le mie cose e la pancia mi duole un casino.

"è come andare in macchina, in autostrada, a 260 all'ora con le mani legate e la cintura di sicurezza che ti blocca, e un piede incollato all'acceleratore e sai che probabilmente tra un paio di chilometri ti aspetta un bel muro di cemento armato e al momento dello schianto il pezzo piu grande che troveranno di te sarà un molare insanguinato" un'amante mi scrisse questo, un giorno.

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