smashism+feticism=punk
< 19/02/2007 @ 18:34
Milano Tattoo Convention?
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Ed eccoci qui. Il piede è incelofanato, e sta poggiato un po’ sbilenco ad uno sgabellino difronte a me, mentre scrivo. quando cambio il bendaggio si sente quel penetrante odore che caratterizzò tutto il periodo di cura della mia scar…sudore, misto a nonosocosa. Ricordi agrodolci, puzza di olio di palma, unto di vasellina.

alla Convention c’erano questi enormi barattoloni di vasellina in vendita, quando Angela o chi per lei, non ricordo, me ne indicò uno dicendo “ehy ce li compriamo anche solo per averlo così sul comodino!” io mi sono lievemente eccitata…mi sono figurata questo enorme barattolo di vasellina sul mio comodino e una serie di dildi neri delle più svariate misure ordinatamente disposti per tutto il pavimento, come steli d’erba di un perverso prato sessual-allegorico, pronti per essere unti e adoperati come si conviene. Visioni oniriche di inusitata bellezza. Probabili idee per eventuali set fotografici. O soltanto fantasie un po’ così, di quelle che scrivi sul tuo blog perché simili * perversioni * lasciano un sorriso e smorfie di (dis)gusto che a me personalmente piacerebbe provare.

sono cose che capitano, eccitarsi random, ed anche abbastanza frequentemente, per quel che mi riguarda, alle Tattoo Convention.

è stato un weekend abbastanza surreale, da cui esco zoppa, stanca, i capelli unti, la pancia gonfia e un sacco di amore in corpo, nel cuore, fra le gambe.

però sono anche ben stanca di fare resoconti e narrare episodi. Basterà dire che l’arte del people-watching si spreca in situazioni come la Milano Tattoo Convention, protagonista indiscussa del mio vissuto degli ultimi tre giorni.

le pub(l)ic relations si moltiplicano, si sovrastano, e lasciano un po’ di amaro in bocca come al solito. “non essere riuscita a..” , “non avere salutato tizio..”, “non avere fotografato sempronio..” insomma, un susseguirsi di occasioni mancate che rendono difficile un bilancio sereno dell’evento. La parola “myspace” è stata pronunciata un numero indefinito di volte, il che rende superfluo elencare tutti i volti noti o meno incrociati tra una battuta e l’altra, così come è superfluo dire quanto simili incroci risultino effimeri e di per sé, decisamente inconclusi, incompleti, poco gratificanti e in qualche modo tristi, piazzati lì così, lasciano il tempo che trovano, e trovando poco tempo, lasciano davvero poco.

il tatuaggio sul piede è stato alquanto doloroso, come negarlo. Stringevo il braccio del mio amore con tutte le forze per scaricare la tensione e la concentrazione in un altro punto. Procedimento simile di quando i crampi mestruali attaccano senza possibilità di appello il mio ventre: la mucosa necrotica chiede vendetta, ed io allora mi diletto nell’assunzione di assurde posizioni, piego la gamba piego la testa incrocio le braccia mi stendo su un fianco ripiego sull’altro catapombolo sul tappeto piroetto sul divano mi fossilizzo sul letto….di modo da tirare il più possibile altri muscoli, altre realtà del mio fisico emaciato, cosicchè possa raggiungere un livello piuttosto omogeno di contrazione muscolare ovunque. D’altronde, è la quantità che crea la “normalità”, no?

non so, ho appena visto Modify acquistato alla non modica cifra di 27 euri da Micromutazioni, e quindi sono in vena da filosofia spicciola in ambito modificazioni corporee. 27 euri. Mi piace pensare di avere supportato “la scena”.

insomma, dicevo prima di perdermi nelle mie consuete elucubrazioni mentali, che il tatuaggio al piede fa un male del porcodio, per dirla insomma in termini spicci.

dopodomani sarò in viaggio per Berlino. Sono contenta, certo. Ma non contentissima. Fino a qualche settimana fa non vedevo l’ora di partire. Avete presente no..partire, staccare, dimenticare le angoscie che oramai permeano i muri e gli antri di codesta abitazione, tranciare i rami secchi, cercare il nuovo, l’esigenza dello stimolo, il bisogno di evasione, l’attesa del rischio, la riscoperta del limite….quelle robe lì. Ma ora. Ma ora. Ma ora ho un appartamento nuovo che mi attende a breve. Ho un amore che riempie il mio cuore delle delizie più zuccherose sberluccicose. Ho un cesto di aghi da 21gauge che attendono di essere utilizzati. Ho un piede e mezzo che rimane da esser tatuato. Ho degli esami d apreparare, delle amicizie da coltivare, degli antichi amori da riscoprire. Ho un dermal anchor da progettare, delle unghei da colorare e delle foto da scattare.

insomma, ora che la mia vita si avvicina per quanto possibile alla nozione di “serenità”, ora che l’esigenza di leggere Cioran viene prevaricata dalla voglia di sfogliare Zerodue, ora che ho la mia nuovissima splendidissima sudatissima patente di guida…insomma, proprio ora.

parto per Berlino.

ma suvvia, starò via solo pochi giorni. E la gita si colorerà di stuzzicanti aspetti positivi: Fiò accompagnerà i miei afterhour, mia sorella oramai dimagrita e bellissima farà girare la testa ai berlinesi più fighetti, i mercatini dell’usato soddisferanno la mia sete di acquisti cheap ma di buongusto, i negozi di dischi regaleranno perle e il mio cappottino nero verrà finalmente sfruttato a modino.

ma che caldo fa? ve ne siete accorti?

ed insomma, domenica torno. ed allora sì, che saranno cazzi.

cmq volevo dire che se scelgo coscientemente e volutamente di non accettare la tua request, è xchè hai fondamentalment eun profilo del cazzo ed insistere ad inviarmi la suddetta request non farà altro che inimicarmiticisivi ulteriormente.

la perseveranza è una virtù che solitament elodo e supporto. Ma non in codesta sede.

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