| < | 09/03/2007 @ 22:47 babà al rhum |
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ed eccomi qui. una sera spesa a casa, finalmente. finalmente. tiro tiro tiro corro corro corro finchè il fisico regge, la mente non può che assecondarlo. Questa è la mia attuale filosofia di vita. non ho alternative d’altronde. Il mio vissuto si districa tra: apprendere l’arte del piercing (e metterla da parte per gloriose future imprese elicoidali), infliggere ripetizioni di latino e filosofia ad un problematico quanto simpaticamente buffo sedicenne (che incredibili splendidi brufoli ricoprono la sua pelle giovine ed immatura! Da starci le ore!), frequentare laboratorio e conseguenti corsi all’Università Statale di Milano, lavorare come commessa tuttofare in un negozio di dischi/vestiti/libri sommerso dagli arrivi della nuova stagione e da impazienti sbarbine in crisi di panico per il mancato reperimento della taglia “xs” della magliettina col gattino ciccino carino emilino di staminchia, litigare con i genitori riguardo alle modalità del mio autonomo sostentamento non appena prenderò effettivo possesso della mia casa nuova, presenziare praticamente ogni sera alle prove a teatro poiché a breve la qui presnete claretta calcherà le scene con la sua roboante sperimentalissima contraddittorissima compagnia teatrale.
Il tutto, coronato da una mente in preda ai deliri d’amore e all’esigenza fisiologica di incontrare gli occhi del mio amato almeno per due ore consecutive nell’arco di una giornata.
Una mente in preda ai deliri dell’amore. È questo quello che la mia mente è in questi giorni, in queste settimane. D’altronde, una volta compiuta la difficilissima scelta di sbloccare il freno a mano, la strada è tutta in discesa, l’entusiasmo la fa da padrone, la razionalità del computo lascia il posto all’ardimentoso succedersi di stati di estasi e momenti di crisi. impanicarsi xchè non ci si è potuti baciare a causa di un herpes maligno e abbandonarsi al piacere di tenersi per mano in una giornata primaverile a fine febbraio.
Immagini di viaggi imprese solcare i mari e attraversare deserti: visioni magiche di un futuro che si prospetta roseo, o quantomeno, solare e luminoso pure se vissuto in una città grigia e smorta come l’attuale milano, dove è impossibile trovare un caffè all’una di notte.
“mica come in america”.
Che posso dire, io all’amore ci sto credendo, e sto facendo la brava, sì, cosa mai accaduta in fondo in ogni mio difficilissimo espletarsi di pratche amorose di maggiore o minore intensità emoriva. Una esperienza nuova, che io adoro.
Ah, vorrei aprofittare di questo spazio per salutare Guasco, Marco Ferri e la mia carissima Meli.
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